Trenta giovani italo-americani, dieci giorni vissuti a contatto con la comunità e un’esperienza che l’Amministrazione comunale vuole trasformare in un’opportunità stabile per il futuro. Spilinga prova a ritagliarsi uno spazio nel turismo delle radici e in quello esperienziale, puntando sul legame con le comunità italiane negli Stati Uniti e su un patrimonio fatto di tradizioni, gastronomia e accoglienza.

A fare da apripista sono stati trenta ragazzi dell’Italian American Future Leaders (IAFL), arrivati da numerosi Stati americani, dalla California al New Jersey, da New York all’Ohio, dal Connecticut alla Florida, fino all’Illinois. Per dieci giorni hanno soggiornato negli appartamenti del paese e condiviso la quotidianità di Spilinga, tra colazioni e pranzi, passeggiate, incontri con gli abitanti, serate nei locali e feste popolari.

Non, dunque, una vacanza costruita soltanto intorno alle mete turistiche più conosciute della Costa degli Dei, ma un soggiorno pensato per entrare in contatto con la vita del paese e riscoprire attraverso un’esperienza diretta il legame con le proprie origini italiane.

Tra le tappe non sono mancati Capo Vaticano e Tropea, ma una parte consistente del programma si è sviluppata proprio a Spilinga, tra musica, balli, tarantella e tradizioni popolari. Centrale anche la gastronomia. All’Accademia internazionale di Cucina mediterranea, guidata dal direttore Corrado Rossi, i giovani hanno partecipato a tre lezioni dedicate alla cucina italiana e mediterranea, cimentandosi direttamente nella preparazione dei piatti e approfondendo il valore culturale della tavola come momento di incontro e condivisione.

Il percorso ha interessato anche il Monte Poro e le produzioni agroalimentari del territorio, con un approfondimento dedicato al Pecorino del Poro. Il cibo, insieme alla socialità, è diventato così uno dei fili conduttori dell’intero soggiorno, tra ristoranti, locali, prodotti tipici e occasioni trascorse insieme agli abitanti.

Un momento del programma è stato dedicato all’incontro con il sindaco Enzo Marasco, l’Amministrazione comunale e la Pro Loco. «È un piacere accogliere a Spilinga giovani che arrivano da così lontano e che, attraverso le storie delle proprie famiglie, hanno mantenuto vivo un legame con questa terra», ha affermato il primo cittadino.

«Il nostro compito, come amministrazione, è fare in modo che questo legame non rimanga soltanto un ricordo del passato, ma possa diventare un rapporto vivo, capace di creare nuove occasioni di incontro e di scambio. A questi ragazzi rivolgo quindi il mio benvenuto, con l’auspicio che possano sentirsi accolti non come semplici visitatori, ma come parte, anche solo per questi giorni, della nostra comunità».

A raccontare l’impatto dell’esperienza sono soprattutto le testimonianze lasciate dagli stessi partecipanti. «Un’autentica esperienza italiana. Spilinga è assolutamente meravigliosa e le persone lo sono ancora di più», hanno scritto alcuni dei giovani al termine del soggiorno. Per uno di loro, in alcuni momenti, è sembrato addirittura «di essere dentro un film».

Una delle partecipanti ha parlato invece di «un vero, autentico ritorno alle radici», spiegando come Spilinga le sia sembrata «subito casa». Un’esperienza nella quale, ha raccontato, il valore principale non è stato rappresentato dai luoghi o dalle cose materiali, ma dalle persone incontrate, dall’ospitalità e dalla possibilità di condividere giornate e tradizioni.

Dalla Florida a Spilinga, il progetto che guarda al futuro

Il percorso che ha portato i trenta giovani nel Vibonese è nato dal rapporto costruito con l’Italian American Future Leaders. A dare il primo impulso al progetto è stato il vicesindaco Franco Barbalace, che durante l’annuale meeting dell’associazione in Florida aveva presentato Spilinga, le sue tradizioni e le possibilità legate proprio al turismo delle radici.

Da quel confronto è maturata l’iniziativa concretizzatasi questa estate. Ora l’obiettivo dell’Amministrazione è fare in modo che non rimanga un episodio isolato.

«Ringrazio innanzitutto il delegato della IAFL Carlo Piccolo, che ha partecipato direttamente a tutto il programma spilingese, seguendo punto per punto ogni dettaglio. L’obiettivo è riuscire a inserire sempre più Spilinga nei circuiti del turismo esperienziale – ha spiegato Barbalace – perché abbiamo un territorio, una storia, produzioni e tradizioni che possono offrire molto al visitatore».

Il vicesindaco individua però anche uno dei nodi sui quali sarà necessario lavorare: la capacità ricettiva. «Il paese si sta muovendo in questa direzione, ma è necessario che cresca anche la capacità di accoglienza, che oggi rappresenta ancora un elemento da sviluppare. Mi auguro che questa nuova attenzione possa stimolare anche investimenti e nuove iniziative private, creando le condizioni per ospitare sempre più persone e per fare del turismo una reale opportunità di sviluppo per Spilinga».

La prospettiva è quindi quella di dare continuità alla collaborazione con l’IAFL, trasformando questa prima esperienza in un appuntamento stabile. Tra le ipotesi c’è anche quella di costruire un percorso inverso, offrendo in futuro ai giovani di Spilinga la possibilità di vivere un’esperienza negli Stati Uniti. I trenta ragazzi sono intanto tornati nelle rispettive città americane, portando con sé fotografie, video e soprattutto i rapporti costruiti durante il soggiorno.