Due anni di battaglie davanti allo Jazzolino, Città Attiva: «Per salvare la sanità vibonese serve uno scatto d’orgoglio da parte di tutti. Occhiuto ci incontri»
L'osservatorio civico spegne due candeline e ripercorre quanto fatto fino ad oggi, a cominciare dai sit-in periodici: soddisfazione per le conquiste ottenute e amarezza per ciò che ancora non funziona. L'appello al governatore: «Tuteli questo territorio, non siamo figli di un Dio minore»

L’osservatorio civico Città attiva compie due anni. Due anni di battaglie per la sanità pubblica nella provincia di Vibo Valentia, trascorsi tra la soddisfazione per qualche passo in avanti ottenuto e l’amarezza per le cose che ancora non funzionano. Con la consapevolezza di dover lottare ancora, uniti anche ad altre realtà del territorio. «Sono passati esattamente due anni dalla nostra prima manifestazione sotto forma di corteo, che poi nel corso del tempo si è trasformata in un sit-in davanti l’Ospedale Jazzolino, ogni ultimo sabato del mese, un appuntamento fisso al quale non siamo mai mancati, sotto la pioggia,al freddo, osotto il sole cocente, perché la sanità viene prima di ogni cosa», riferiscono le rappresentanti dell’osservatorio Daniela Primerano, Francesca Guzzo e Ornella Grillo. L’ultimo sit-in si è tenuto due giorni fa, sabato scorso, nonostante il maltempo.
«Chi ha pensato ad un fuoco di paglia, o ad alla solita uscita estemporanea è rimasto purtroppo deluso – proseguono -, perché con il passare dei mesi, la nostra attenzione nei confronti di tutto ciò che ruota intorno alla sanità è andata sempre crescendo, insieme alla nostra determinazione nel pretendere risposte da chi ricopre ruoli istituzionali e dirigenziali. Non abbiamo lasciato in pace nessuno in questi due anni, abbiamo chiesto ed offerto a tutti la nostra collaborazione, nella ferma convinzione che serve uno scatto d’orgoglio generale per risollevare le sorti della sanità vibonese. Abbiamo costretto tutti a prendere posizione, riportando al centro del dibattito politico le condizioni della nostra sanità, abbiamo anche cercato di risvegliare la coscienza sociale, ripetendo spesso che la sanità è un diritto di tutti, non un privilegio per pochi e sono tantissimi infatti i cittadini che ci scrivono non solo sui social, ma anche privatamente, per segnalare disservizi o raccontarci disavventure, chiedendo il nostro aiuto».
E ancora, nel tirare le somme di questi due anni, proseguono: «Abbiamo usato parole dure contro una classe politica troppo distratta, che non riesce a vedere la disperazione dei cittadini ridotti ad elemosinare il diritto alla salute ed alle cure, famiglie abbandonate a se stesse ecostrette a far fronte,anche economicamente, a tutti i disagi ed alle conseguenze derivanti dai disservizi e dalla mancanza di assistenza socio-sanitaria, in un territorio dove la deprivazione sociale raggiunge livelli elevatissimi. Ed abbiamo più volte segnalato le forti penalizzazioni che subisce il territorio vibonese, nel silenzio generale,anche in termini di risorse, di personale e di posti letto».
Tante le attività e le richieste portate avanti in questi due anni, da quella prima manifestazione del marzo 2023: «Abbiamo denunciato le condizioni vergognose della Farmacia territoriale che finalmente, grazie al lavoro della nuova dirigente ed alla collaborazione di tutto il personale, sta offrendo adesso un servizio dignitoso a tutti gli utenti che erano ormai esasperati, ci siamo ribellati alla sospensione delle prenotazioni degli screening mammografici sottolineando l’importanza della prevenzione, abbiamo preteso un’attenzione maggiore alla necessità di avere accanto una persona di fiducia in alcuni reparti, tipo ostetricia e ginecologia, ed abbiamo chiesto maggiore flessibilità negli orari di visita dei parenti dei pazienti ricoverati, perché la relazione cura e fa parte del percorso terapeutico, abbiamo insistito sull’acquisto di nuova strumentazione, abbiamo chiesto risposte per risolvere il dramma delle lunghe liste d’attesa, che ha trovato soluzione, con nostra grande soddisfazione, tramite l’apertura dello sportello ‘SOS Liste d’Attesa’ al Poliambulatorio di Moderata Durant, dove siamo presenti ogni mercoledì pomeriggio dalle 16 alle 18».
E molto ancora quello che c’è da fare, dicono dall’osservatorio civico: «Sono tante le richieste sulle quali continueremo ad insistere, oltre alla riapertura ed al potenziamento di alcuni reparti, chiediamo con forza, per come previsto dalla legge, la creazione di agende dedicate per i malati oncologici, che oggi non possono fare alcun affidamento su corsie preferenziali a loro riservate, salvo che per alcune prestazioni afferenti il reparto di radiologia, che talvolta però non riesce a dare risposte tempestive ai bisogni di questi soggetti fragili, ed è per questo che pretendiamo che venga immediatamente affrontata e risolta la carenza di organico nella radiologia di Vibo e che si provveda all’acquisto di nuovi macchinari di ultima generazione, tipo la risonanza magnetica, ma anche una Tac con funzione pure di cardioTac, per poter dare risposte ai cittadini attualmente costretti a rivolgersi ad altre Province per queste prestazioni».
«In occasione del nostro secondo compleanno, vogliamo ringraziare tutti i gruppi che hanno condiviso con noi questo percorso: Comitato San Bruno, Insieme per il Bene Comune, Proloco Vibo Marina, Artigianfamiglia Pizzo, Comitato Civico Costa degli Dei, Calabria Sociale Tropea e Movimento Territori e Agricoltura. Il nostro ringraziamento va anche alla stampa, per il supporto che ha sempre dato alla nostra battaglia», aggiungono.
Infine Città attiva rivolge un nuovo appello al presidente della Regione Roberto Occhiuto, «al quale più volte ci siamo rivolti e che chiediamo di poter incontrare, perché oltre ad essere commissario ad acta della sanità calabrese, in caso di scioglimento delle Asp, come nel caso di Vibo, è anche colui che per legge, deve lavorare in coordinamento con la Commissione straordinaria, per garantire il raggiungimento dei Lea. Chiediamo quindi al presidente Occhiuto di tutelare questo territorio, affinché non continui a subire inaccettabili penalizzazioni, come se fossimo davvero figli di un Dio minore».