venerdì,Aprile 4 2025

Maltempo e frane nel Vibonese, Rifondazione comunista: «Gli interventi in emergenza non bastano, serve prevenzione»

Il partito si rivolge al Comune di Vibo e chiede che l’annunciata richiesta di dichiarazione dello stato di calamità naturale sia seguita da un impegno concreto. E alla Regione: «Turismo? La promozione non può prescindere dalle reali condizioni del territorio»

Maltempo e frane nel Vibonese, Rifondazione comunista: «Gli interventi in emergenza non bastano, serve prevenzione»
Il masso che è precipitato sulla strada Maierato-Pizzo

Il Partito della Rifondazione comunista di Vibo Valentia esprime «piena solidarietà alle cittadine e ai cittadini di Vibo Marina e delle aree circostanti, duramente colpiti dal violento nubifragio del 31 marzo». «Le immagini dei veicoli sommersi e delle frane che hanno bloccato il passaggio – scrivono in una nota – testimoniano la gravità della situazione e l’urgenza di interventi strutturali per la messa in sicurezza del territorio. Molti residenti si sono trovati impossibilitati a muoversi, con strade chiuse e accessi bloccati, impedendo loro di andare al lavoro o a scuola, aumentando il disagio e l’isolamento delle comunità locali».

Leggi anche ⬇️

Rifondazione comunista inoltre riferisce di aver preso atto del «comunicato ufficiale del Comune di Vibo Valentia, che ha tempestivamente attivato il Coc, mobilitando la Protezione civile, i Vigili del fuoco e la Polizia locale. Se da un lato riconosciamo l’importanza dell’intervento immediato delle istituzioni locali, dall’altro non possiamo fare a meno di denunciare la persistente mancanza di un piano strutturale di prevenzione. Da anni, infatti, chiediamo misure concrete per contrastare il dissesto idrogeologico. Interventi emergenziali non sono sufficienti quando eventi come questi si ripetono con frequenza crescente. È urgente un serio investimento in infrastrutture, nella manutenzione delle reti fognarie e nel potenziamento del sistema di drenaggio delle aree più vulnerabili. Chiediamo che la richiesta di dichiarazione dello stato di calamità naturale, annunciata dal Comune, sia seguita da un impegno concreto per prevenire simili emergenze in futuro. Le risorse pubbliche devono essere destinate alla protezione del territorio e non dissipate in opere inutili o affidate alla gestione emergenziale di alluvioni annunciati».

Leggi anche ⬇️

Quindi, uno sguardo alle potenzialità del territorio in particolare per quanto riguarda il settore turistico: «Un mese fa – riferiscono ancora da Rifondazione comunista -, l’assessore regionale al Turismo ha annunciato iniziative per promuovere la Calabria attraverso strumenti digitali e piattaforme per operatori turistici. Tuttavia, è evidente che la promozione non può prescindere dalle reali condizioni del territorio. Infrastrutture carenti, aree interne difficili da raggiungere e la totale assenza di misure strutturali di prevenzione ai disastri naturali rendono difficile non solo la vita dei cittadini, ma anche lo sviluppo di un turismo sostenibile. È paradossale che, mentre la Calabria affronta queste emergenze, si continui a investire in progetti irrealizzabili e pericolosi, come il Ponte sullo Stretto. La tutela dell’ambiente resta una priorità lontana: non si può parlare di sviluppo se non si affrontano seriamente i problemi strutturali che mettono a rischio la sicurezza delle persone. La Calabria – è la conclusione – ha bisogno di sicurezza, prevenzione e servizi essenziali, non di slogan e spot promozionali».

Articoli correlati

top
preload imagepreload image