Mileto, cambio al vertice del Museo nazionale: Maria Maddalena Sica succede a Maurizio Cannatà
Il neo direttore è nato a Polla, in provincia di Salerno, ma da anni risiede in Calabria. Dal luglio 2024 opera all’interno della Direzione regionale Musei


Il museo nazionale di Mileto ha un nuovo direttore. È Maria Maddalena Sica, la quale prende il posto di Maurizio Cannatà, alla guida della realtà afferente alla Direzione regionale Musei Calabria nel corso degli ultimi tre anni. Nata a Polla, in provincia di Salerno, la funzionaria archeologa vanta, tra l’altro, una laurea presso l’Università di Napoli, la specializzazione presso la Scuola in Archeologia di Matera e una lunga esperienza sul campo. Fino al termine degli anni ’90 ha svolto attività di libera professionista, prevalentemente in Campania, collaborando con la Soprintendenza di Napoli e Caserta e con quella di Salerno, Avellino e Benevento. In questa prima fase di attività lavorativa ha affinato gli strumenti della ricerca sul terreno, impegnandosi in diverse campagne di scavo, comprese quelle svolte all’estero come membro della missione biennale interuniversitaria (I.U.O. di Napoli, Università di Rethymnon-Creta, Università di Parigi-Sorbona). Risale al 1999, invece, il suo trasferimento in Calabria.
In regione ha svolto sin da subito un’intensa attività professionale, collaborando con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, Enti pubblici e privati e assumendo incarichi di consulenza tecnico-scientifica e di coordinamento in indagini archeologiche, prospezioni topografiche di superficie, archeologia preventiva, catalogazione e informatizzazione dei materiali/dati archeologici della Regione, allestimenti museali e mostre. Dal 2011 al 2016 è stata, tra l’altro, responsabile della gestione, promozione e valorizzazione del Parco archeologico dei Tauriani di Palmi, per conto dell’associazione Italia Nostra, in convenzione con la Soprintendenza di settore. Nel luglio dello scorso anno la sua assunzione all’interno della Direzione regionale Musei Calabria e, quindi, oggi, la sua chiamata a rivestire il prestigioso incarico di direttore del Museo nazionale di Mileto, vero scrigno di opere e di capolavori provenienti dall’antica città, elevata nell’XI secolo da Ruggero I D’Altavilla a capitale della propria contea normanna, nell’ambito del processo di rilatinizzazione portato a compimento nel meridione d’Italia insieme al fratello Roberto il Guiscardo e in accordo con Papa Niccolò II, all’epoca sotto la dominazione bizantina nella parte peninsulare e musulmana in Sicilia.