venerdì,Aprile 4 2025

Incidente mortale a Vibo, il gup dispone il rinvio a giudizio per il datore di lavoro

La Procura contesta il reato di omicidio colposo. Fatale la caduta da una scala mentre Massimo Moschella, da installatore di impianti telefonici, stava sistemando dei cavi elettrici

Incidente mortale a Vibo, il gup dispone il rinvio a giudizio per il datore di lavoro

Il gup del Tribunale di Vibo Valentia, Rossella Maiorana, ha rinviato a giudizio Loredana Lico, 59 anni, di Vibo Valentia, rappresentante legale della società “Lico Santo srl”, per il decesso di un dipendente della stessa ditta, Massimo Moschella, avvenuto il 10 luglio 2023 in seguito ad un incidente sul lavoro. Loredana Lico, difesa dagli avvocati Francesco Gambardella e Sandro Mauro, dovrà rispondere del reato di omicidio colposo poiché, in qualità di legale rappresentante della ditta “Lico Santo srl” – con sede legale in a Roma e sede operativa a Vibo Valentia – ed anche quale datore di lavoro e come tale garante della sicurezza dei prestatori di lavoro alle proprie dipendenze”. L’ufficio di Procura sostiene che il decesso di Moschella sia avvenuto per “colpa generica consistita in negligenza, imprudenza e imperizia, nonché – si legge nel capo d’imputazione – per colpa specifica consistita nella violazione della normativa antinfortunistica”. In particolare, secondo il pm, l’imputata avrebbe “omesso di vigilare e imporre l’uso di idonei dispositivi di protezione individuali forniti al lavoratore; omesso di fornire al lavoratore mezzi e attrezzature idonei all’attività da svolgere e alle mansioni cui era adibito nonché ai rischi ad esse connessi – quali trabattelli fungibili come piani stabili di appoggio – cagionando l’infortunio mortale di Moschella Massimo, impiegato con qualifica di installatore di impianti telefonici, durante le operazioni di infilaggio di cavi elettrici in un impianto posto nel controsoffitto (attività correlata al rischio di caduta dall’alto), che lo stesso effettuava con l’ausilio di mezzi inadeguati (una scala di 168 cm.), fattori che ne determinavano la caduta dall’alto e il conseguente decesso”.

L’inizio del processo è stato fissato per l’udienza del 15 maggio prossimo dinanzi al Tribunale di Vibo Valentia presieduto dal giudice Alessio Maccarrone. Le parti civili, i figli, la moglie e le nipoti del defunto sono rappresentati dall’avvocato Salvatore Sorbilli, mentre i fratelli sono rappresentati dall’avvocato Roberta Scozzafava.

Da ricordare che l’incidente mortale era avvenuto nella zona industriale di Trainiti. Massimo Moschella, di 65 anni, aveva subito un trauma cranico commotivo a seguito della caduta da una scala. Sul posto erano intervenuti i sanitari del 118 i quali, constatate le gravi condizioni del lavoratore, avevano chiesto l’intervento dell’elisoccorso di Lamezia Terme per il trasporto urgente del ferito all’hub di Catanzaro. Immediate erano scattate le indagini dei carabinieri che hanno ora portato il giudice dell’udienza preliminare a disporre un rinvio a giudizio. La vittima era il padre di don Davide Moschella, parroco della chiesa di San Nicola di Arzona, frazione del comune di Filandari.

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