Narcotraffico, il Riesame di Milano annulla parzialmente per Francesco Desiderato di Nicotera
Il 50enne è coinvolto in un’inchiesta della Dda che fa luce su un vasto traffico di stupefacenti e su reati di riciclaggio, usura e intestazione fittizia di beni


Il Tribunale del Riesame di Milano, in parziale accoglimento delle argomentazioni difensive formulate dagli avvocatiti Francesco Capria e Beatrice Saldarini, ha parzialmente annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di Francesco Orazio Desiderato, 50 anni, di Nicotera. In particolare, i giudici hanno annullando l’ordinanza per i capi d’imputazione relativi all’usura ai dannidi un collaboratore di giustizia, nonché un capo d’imputazione relativo alla contestazione di falsa fatturazione. Confermata, invece, l’ordinanza di custodia cautelate in carcere per altre contestazioni. La vicenda trae origine dall’attività di indagine condotta dalla Dda di Milano che ha ricostruito sia l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico, sia di un’associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio dei proventi illeciti derivanti dallo smercio dello stupefacente. Nei confronti dell’indagato Francesco Orazio Desiderato, anche le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Claudio Agostino Romeo che accusa Desiderato di averlo pesantemente minacciato a causa della mancata restituzione di una somma di denaro ammontante ad oltre 500.000 euro. Francesco Orazio Desiderato viene collocato al vertice di un’associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico (cocaina, hashish e marijuana), essendo il promotore e l’organizzatore del traffico illecito, acquistando cocaina e hashish in quantità elevate, determinando il prezzo dello stupefacente e gestendo le somme di denaro provento dell’attività illecita. Viene tra l’altro anche ritenuto il promotore di un’associazione a delinquere dedita a reati di natura fiscale, riciclaggio, false fatturazioni e intestazioni fittizie.Il Tribunale del Riesame ha quindi accolto in parte le tesi difensive annullando i capi d’imputazione relativi all’usura in danno citato collaboratore di giustizia, nonché un capo d’imputazione relativo alla contestazione di falsa fatturazione.