martedì,Ottobre 1 2024

Corruzione al Ministero del Lavoro, Procura di Napoli interessata dalla Dda di Catanzaro

L’indagine che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per sette indagati tra cui il leader della Cisal Franco Cavallaro, due funzionari del Ministero e dell’imprenditore Danilo Iervolino è partita dall’inchiesta Maestrale-Carthago sui clan del Vibonese

Corruzione al Ministero del Lavoro, Procura di Napoli interessata dalla Dda di Catanzaro
Nei riquadri Franco Cavallaro (Cisal) e il procuratore Nicola Gratteri
Il pm Henry John Woodcock, a destra Franco Cavallaro e Danilo Iervolino

E’ un filone dell’inchiesta Maestrale-Carthago della Dda di Catanzaro ad aver portato la Procura di Napoli a sviluppare l’indagine che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio nei confronti, tra gli altri, del leader nazionale del sindacato Cisal, il vibonese Francesco Cavallaro, 58 anni, di Dinami, dell’imprenditore Danilo Iervolino, ex proprietario dell’università telematica Pegaso e presidente della Salernitana calcio, del segretario generale del Ministero del Lavoro Concetta Ferrari e dell’ex capo di Gabinetto del ministro del Lavoro, Fabia D’Andrea. L’operazione antimafia Maestrale-Carthago contro i clan del Vibonese è stata coordinata dal procuratore Nicola Gratteri, di recente nominato alla guida proprio della Procura di Napoli. Tutto nasce da una serie di intercettazioni che vedono protagonisti, in particolare, il segretario generale del sindacato Cisal Francesco Cavallaro, ulteriormente sviluppate e riscontrate dalla Procura di Napoli, sulla base degli elementi raccolti dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Gdf partenopea. Secondo l’ipotesi accusatoria formulata dagli inquirenti napoletani (il sostituto procuratore Henry John Woodcock e il procuratore aggiunto Sergio Ferrigno) il sindacalista di Dinami avrebbe chiesto e ottenuto tramite Iervolino l’assunzione all’Università Pegaso del figlio della Ferrari (che però non avrebbe mai lavorato all’Università) in cambio del parere favorevole del Ministero del Lavoro alla scissione del patronato Encal-Inpal in Encal-Cisal e Inpal, conservando però vantaggi economici e patrimoniali. Per questo via libera del Ministero, in precedenza negato, Franco Cavallaro avrebbe, secondo la Procura di Napoli, regalato alla funzionaria e al marito una vacanza in un resort di Tropea, il noleggio di una barca e di un’auto, una borsa Luis Vitton del valore di 780 euro, cravatte griffate, e anche la vendita di un’Audi Q3 a prezzo fortemente ridotto ad un altro figlio della funzionaria.

Concetta Ferrari

In relazione all’assunzione del figlio della funzionaria, la nuova proprietà dell’Università Pegaso, insediatasi a inizio 2022, si è resa conto che il professore non aveva svolto alcun tipo di attività didattica. Per questo motivo ha deciso per un recesso unilaterale del contratto con annessa richiesta di restituzione dei compensi. Il figlio della Ferrari – Antonio Rossi – è stato assunto dalla Pegaso – secondo quanto emerso dalle indagini, su intercessione di Iervolino – il primo aprile 2019 e licenziato nel giugno 2022, dopo le acquisizioni della polizia giudiziaria (nei suoi confronti è stato anche disposto ed eseguito un sequestro di 68mila euro). Lo scorso marzo il gip di Napoli, chiamato a vagliare le richieste dei provvedimenti avanzate dalla Procura nei confronti degli indagati (erano stato chiesti gli arresti domiciliari per Cavallaro e Ferrari e il divieto di dimora per la D’Andrea), ha ravvisato la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e ritenuto inequivocabili le responsabilità degli indagati, ma ha stabilito che non ci fossero le esigenze per disporre misure cautelari. Gli inquirenti hanno quindi presentato un appello al Riesame che ha confermato Napoli per la competenza delle indagini, ma ha classificato come inutilizzabili le intercettazioni di Cavallaro, captate dalla Dda di Catanzaro. L’avviso di conclusione indagini preliminari risale allo scorso giugno: gli indagati hanno rinunciato alla facoltà di essere interrogati. E’ intervenuta quindi la richiesta di rinvio a giudizio che verrà sottoposta al vaglio del gup del Tribunale di Napoli il prossimo 24 novembre.

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