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Terzo giorno di sciopero per i ragazzi che frequentano il Liceo scientifico. Analoga situazione per quelli dell’istituto professionale. «Siamo stufi di mancate risposte» il coro unanime

Cronaca

«Nelle aule, anche ieri mattina dopo un sopralluogo, abbiamo trovato temperature inferiori ai 12 gradi; questa non è altro che una situazione insostenibile. Considerando le rigide temperature nel Centro Sud in questi giorni, si aggiunge il mal funzionamento degli impianti all'interno dell'istituto». 

Sono queste le parole di alcuni studenti del Liceo scientifico “Giuseppe Berto” di Vibo Valentia all’esito dell’ingresso all’interno della loro scuola dove si erano recati per verificare lo stato dei riscaldamenti. Esito evidentemente negativo che li ha indotti, per il terzo giorno consecutivo, a disertare le lezioni. «Tutti gli enti, ed in particolare la scuola stessa - affermano -, sembrano dimostrarsi disponibili, ma la situazione persiste. Nelle classi ritroviamo temperature inferiori ai 12 gradi, ciò nonostante la legge 23 del 1996 sui requisiti delle scuole affermi che la temperatura deve essere ben più alta negli edifici (circa 20°C)». 

I ragazzi, con molta pazienza, hanno sperato che le promesse e le rassicurazioni fatte nei giorni scorsi, sul risanamento della problematica fossero veritiere. «Purtroppo - insistono -, come troppe volte accade in queste situazioni, le promesse non sono state mantenute e così in una situazione a dir poco surreale, gli studenti hanno deciso di dire basta e di portare avanti una forma di protesta: fin quando la situazione non migliorerà, gli studenti rimarranno presso le proprie abitazioni. Questa “situazione climatica” - concludono - non ha fatto altro che generare malattie come raffreddori, febbre, bronchite, in un ambiente, come quello scolastico, già abbastanza critico per la trasmissione di virus influenzali. Gli studenti sperano di ricevere notizie positive già nella giornata odierna». 

Sul piede di guerra sono anche gli studenti dell’Iis De Filippis-Prestia che denunciano un’analoga situazione richiamando alle proprie responsabilità gli organi preposti. Anche loro hanno nuovamente disertato le aule lasciate al gelo nonostante la ferma protesta messa in atto circa un mese fa che li ha portati a manifestare le proprie ragioni direttamente negli uffici della Provincia di Vibo. «Da allora - denunciano - nulla è cambiato e i nostri appelli sono caduti nel vuoto. Anzi, al rientro dalle vacanze natalizia la situazione è degenerata. È davvero una condizione disumana in cui è impossibile fare lezione. Ci troviamo in grandi difficoltà e siamo stanchi di assistere ai soliti rimpalli di responsabilità e alla richiesta di altro tempo per risolvere il problema».

 

 

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