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Già condannato in via definitiva per associazione mafiosa, il 66enne è cognato del defunto boss Carmelo Lo Bianco, alias "Piccinni"

Cronaca

Era accusato dalla Procura di Vibo di aver violato nel maggio e nel giugno del 2015 la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di quattro anni, accompagnandosi abitualmente a persone che hanno subito condanne ovvero sottoposte a misure di prevenzione come Nicola Franzone e Rosario Comito. Il gup, Lorenzo Barracco, non ha però condiviso la tesi accusatoria ed ha dichiarato per Filippo Catania, 66 anni, di Vibo Valentia, il “non luogo a procedere perché il fatto non sussiste”. A difendere Catania sono stati gli avvocati Francesco e Paola Stilo.

Filippo Catania, cognato del defunto boss Carmelo Lo Bianco, detto “Piccinni”, è stato condannato in via definitiva per associazione mafiosa a 11 anni nel processo nato dall’operazione antimafia “Nuova Alba” scattata nel febbraio del 2007 con il coordinamento della Dda di Catanzaro ed il supporto investigativo "sul campo" della Squadra Mobile di Vibo. 

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