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Il giudice si è pronunciato solo sulla richiesta di rinnovazione della misura cautelare disposta per 4 indagati. Ancora da esaminare altre richieste avanzate ex novo. Indagato pure un avvocato del Foro di Vibo

Cronaca

Sono in totale 13 gli indagati il cui nominativo appare nell’ordinanza di custodia cautelare del gip distrettuale di Catanzaro, Pietro Carè, che ha preso in esame la richiesta avanzata dalla Dda di Catanzaro nell’ambito dell’operazione antimafia denominata “Conquista” che ha colpito il clan Bonavota, uno dei clan più temuti del Vibonese. In totale 34 pagine vergate dal gip per spiegare le motivazioni poste alla base del rinnovo dell’ordinanza solo per quattro soggetti raggiunti dal precedente fermo di indiziato di delitto, con la riserva di un “più approfondito esame in ordine alla mozione cautelare avanzata dall’ufficio di Procura distrettuale di Catanzaro nei confronti dei soggetti non interessati dal provvedimento di fermo ovvero rispetto ai quali sia intervenuta, all’esito di una valutazione negativa circa la gravità indiziaria, la remissione in libertà”. E’ questo un passaggio-chiave usato dal gip per spiegare i motivi per i quali, al momento, nei confronti di Pasquale e Nicola Bonavota non è stata applicata un’ordinanza di custodia cautelare (per i due vi era stata una valutazione negativa in ordine alla gravità indiziaria da parte dei gip di Roma e Vibo) e per far comprendere al tempo stesso come la richiesta cautelare avanzata dalla Dda sia molto più ampia rispetto ai soggetti raggiunti ieri da un nuovo provvedimento di arresto.

‘Ndrangheta: operazione “Conquista”, confermate 4 ordinanze in carcere per clan Bonavota

Lo si evince chiaramente, del resto, dalla stessa dicitura “ed altri” usata dal gip nel procedimento penale per indicare, appunto, la presenza di altri indagati oltre a quelli i cui nominativi sono già stati resi noti con il fermo di indiziato di delitto. Per Pasquale Bonavota, Nicola Bonavota, Francesco Fortuna, tutti di Sant’Onofrio, e per Vincenzino Fruci di Acconia di Curinga, la Dda ha chiesto inoltre ex novo l’applicazione della custodia cautelare in carcere sulla quale il gip si è riservato di decidere ad un “più approfondito esame” unitamente alle richieste di arresto avanzate nei confronti di altri soggetti i cui nominativi - logicamente - la Dda ed il gip allo stato non hanno inteso svelare.

Dei nominativi già noti, fra arrestati e liberi, al momento risultano così indagati nell’operazione “Conquista” i seguenti soggetti: Onofrio Barbieri, classe ’80, di Sant’Onofrio; Domenico Bonavota, classe ’79, di Sant’Onofrio; Nicola Bonavota, classe ’76, di Sant’Onofrio; Pasquale Bonavota, classe ’74, di Sant’Onofrio; Domenico Febbraro, classe ’93, di Sant’Onofrio; Francesco Fortuna, classe ’80, di Sant’Onofrio; Vincenzino Fruci, classe ’76, di Acconia di Curinga; Antonio Falbo, classe ’63, di Lamezia Terme; Francesco Lo Bianco, classe ’70, di Vibo Valentia; Giuseppe Lopreiato, classe ’94, di Sant’Onofrio; Andrea Mantella, classe ’72, di Vibo Valentia (collaboratore di giustizia); Francesco Michienzi, classe ’80, di Acconia di Curinga (collaboratore di giustizia). Infine fra gli indagati compare pure il nominativo ddi Giuseppe Di Renzo, avvocato del Foro di Vibo, indagato per il reato di favoreggiamento personale, aggravato dalle finalità mafiose, in relazione ad un “pizzino” che Andrea Mantella dal carcere ha dichiarato di aver consegnato nel 2007 al legale per crearsi un alibi falso in occasione dell’omicidio del boss di Maierato, Raffaele Cracolici.

Operazione “Conquista” contro i Bonavota, tra gli indagati l’avvocato Di Renzo

Impegnati nel collegio di difesa gli avvocati Sergio Rotundo, Salvatore Staiano, Francesco Muzzopappa, Nicola Cantafora, Enzo Gennaro, Tiziana Barillaro e Nicola D'Agostino.

 

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